Mare di sabbia

Un mare di sabbia inonda le vene: così avviene la sospensione del tempo
che si posa, lungo i lati dei miei occhi,
formando piccole lamine di vapore opaco e denso.
Istanti fissati sbocceranno, esplodendo in schegge pungenti,
non appena il tempo tornerà a muoversi,
sottraendomi alla grazia del momento bianco che sorge tra un rintocco della lancetta e il successivo.
La congiunzione dello scibile, collosa come la trasparenza del miele,
non possiede forma ma pulsa, senza pausa alcuna, nel respiro gravido del mondo.
È lì che tu vivi: nell’Impercettibile, eppur vero, che non appartiene a nessuno.
Nella e tra dare e avere, nella e tra bianco e nero,
nel momento che dà forma alla e tra inspirare e espirare.
Quel momento credimi, esiste, ed è il momento in cui si compie il vuoto pieno del vivere.
Il mio appartiene a te, come il silenzio emesso dal cuore quando esita, grato e colmo,
mentre osserva meravigliato la bellezza che si schiude tra i confini del tuo viso.

Manuela_Medici

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