Sospesa come un apostrofo

Decidimi.
Non ho altro nome adesso che non confini con il tuo.
Decidimi. Ora e sempre, di nuovo, rinnovami.
Pianti oppressi respirano aria da me, rubandomi la sospensione del tempo
come te che rimani, in questa inestinguibile condivisione,
sospesa, senza cadere mai, come un apostrofo.
Ogni cosa ti appartiene. Ogni ora del giorno.
Dal mattino acerbo che colora l’aria della trasparenza verde dell’uva
ai tramonti che rompono le ore spaccando il cielo, estatico di compiacenza.
Ogni cosa ti appartiene. Ogni ora del giorno.
Dall’assenza di luce che è poesia, la sera sopra il mare,
all’istante in cui la vita si riveste di bagnato accogliendo a testa china
il vapore duplice dei cambiamenti, trasparente e velato.
Ogni ora del giorno ti appartiene. E ti racconta di rugiada livida, gelata, bianca.

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