L’onda madre

Ho letto da qualche parte che il cambiamento delle correnti causato dallo Tsunami restituisce, ancora oggi, pezzetti di vite mai andate davvero a fondo.
Cose che, date per perse, riemergono superstiti in posti dove prima era persino impensabile collocarle. Questo mi ha fatto pensare che in fondo il compiersi della vita è proprio così. Delle storie, dei giorni, del fuoco di cui resta la cenere non si perde mai davvero tutto.
Un giorno, lontano dal tempo in cui qualcosa pulsava, ritroviamo risposte a domande rimaste sospese. Domande che sembravano essersi disperse nell’eco di una valle e che ora, alte, risuonano nelle conchiglie che ne hanno accudito la storia per preservarla e raccontarla ancora, nel solo momento in cui poteva esprimersi senza il rischio di essere travisata.
Sulla spiaggia ora memorie, richiami, rimandi di ciò che resta dopo l’onda madre. Come il domino. Si può dare il via a un concatenamento di eventi in un dato momento nel tempo e in un preciso luogo nel mondo e vederne poi il compimento in una vita così distante e diversa da sembrare, appunto, tutta un’altra storia. Non è facile ricordarsi che questo avviene continuamente, non è semplice trovare la giusta misura e saper credere, sempre, che il momento in cui le cose succedono è il solo momento giusto, che forzarle o eluderle non serve mai a niente. Quando manca la pazienza e si scalcia, pervasi dalla frustrazione, è facile dimenticarsi che, prima o poi, ogni cosa ci viene restituita, anche se non come ce l’aspettavamo.
L’onda madre è sorta, nella sua onnipotenza, per cambiare per sempre l’aspetto delle cose.
Così oggi, una statuina di ceramica che una volta riposava inerme su una mensola di una casa in Giappone, destinata a essere vista soltanto da una vecchietta neanche più in grado di spolverarla, esplode viva e lucida sotto le luci di un museo ed è guardata, con curiosità, da persone i cui piedi hanno camminato sulla terra del mondo.
L’onda madre restituirà i suoi molti figli. Amali, sono tuoi
anche se tu non li hai mai conosciuti.